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Breve introduzione sulle origini della danza orientale e i suoi stili:

DANZA DEL VENTRE:

Danza del ventre o "Raks Sharqi" termine che indica lo stile classico egiziano, caratterizzato da movimenti sensuali e raffinati. La "danza di ventre" di termine, è stato utilizzato prima dal francese quando videro le ondulazioni e gli isolamenti del corpo, inoltre, è stato chiamato "avventura Danse Du" o la danza di avventura. Questa danza è un'arte antichissima che risale ai tempi della Mesopotamia, si dice che essa risalga a culti religiosi e propiziatori per aiutare e preparare le donne in gravidanza. Veniva praticata nell'Antico Egitto, in Persia, in Turchia ed anche nella Gracia antica. La danza è gradualmente diventata nota in Europa come Danse Du Ventre nel 1893, non più come rito spirituale ma come intrattenimento...così oggi, oltre ad ad essere danzata in casa o nelle feste, intrattenimento turistico anche nei paesi arabi. Nel 1950 molti immigrati delle comunità etniche americane e molte come, Marocchini, Libanesi nelle città principali aprirono dei locali notturni, i proprietari di club erano disposti a mettere qualsiasi ragazza graziosa con un costume orientale per attirare l'attenzione del pubblico; ma la Danza di Ventre è un collegamento spirituale fra mente e corpo, maestosa e regale come il balletto classico, è un senso di benessere, allegria, libertà, è una commemorazione dell'anima femmine e dello spirito interno attraverso movimento. Al giorno d'oggi solo poca gente la definisce come "danza erotica" o dopo aver visto una danzatrice volgare o per ignoranza. La maggior parte degli americani o europei crede che tutti i ballerini di ventre siano femminili. La danza del ventre tradizionale è per entrambi i sessi. Nel Medio Oriente, gli uomini eseguono mote più danza folcloristiche, come la danza dei bastoni (egitto) e molte altre in tutti i paesi di cultura araba.Questa danza si sviluppò nel mondo occidentale anche grazie alle scoperte degli splendori del misterioso Antico Egitto. Nel 1926 al Cairo fu aperto il primo locale "Casino Opera" con danza del ventre e musica egiziana, con Badia Masabni, danzando su delle seguenze coreografiche e non più sull'improvvisazione. Ricordiamo le grandi danzatrici d'Egitto: Samya Gamal, Taheya Carioca, Nadia Jamal e Nagwa Fuad per aver restituito alla danza del ventre la sua raffinatezza e importanza come disciplina e non solo come attrazione turistica.

Danza del velo: non ha un significato particolare anche se ricorda la danza dei sette veli delle mille e una notte, ma viene usato per accentuare la sensualità coprendo e scoprendo le parti del corpo a cui si vuole dare più attenzione.

Danza dei sagat: è un'arte molto antica, consiste nel ballare la danza del ventre con quattro piattini in metallo al ritmo della musica, che può essere di qualsiasi ritmo se si è molto preparate.

Danza Baladi: è la danza popolare e cittadina, molto recente. I movimenti sono gli stessi della danza del ventre classica solo molto meno raffinati ma sempre composti.

Danza del candelabro: consiste nel danzare tenendo in equilibrio sulla testa un grande candelabro con candele accese, nella tradizione araba si usa nei matrimoni ma ora per gli occidentali è oggetto di spettacolo.

Danza della spada: si esegue la danza con una spada tenendola in equilibrio sulla testa, i movimenti sono molto sinuosi, ora le danzatrici più brave usano la spada con tale abilità tanto da farla sembrare un velo, meravigliando sempre di più il pubblico.

 
FOLKLORE EGIZIANO :
Nel folclore egiziano oltre allo Shaabi, alla danza alessandrina della Melaya e alla danza Zar,un’altra peculiare danza del folklore egiziano è la danza con il bastone: “Raks el Assaya”.
Originaria dell’alto Egitto è ispirata ad un ballo tradizionale degli uomini egiziani, “Raks Tahteeb”:una forma di antica arte marziale.Veniva usata come danza propiziatoria in vista di battaglie ed era caratterizzata dalla presenza di un bastone di bambù, da cammelliere, maneggiato come un’arma e fatto volteggiare al ritmo del Saidi. Il nome di questa musica, distinta dal ritmo 4/4 e dall’inconfondibile suono stridulo dello “zurna”, diviene anche il nome di un tipo di danza sia maschile che femminile, fortemente energetica e terrena.
folclore egizianoSe accompagnata da uno o due bastoni , la danza Saidi viene chiamata Raks Assaya: una danza che se fatta da uomini, mantiene ancora alcuni degli elementi bellici originari, se invece viene fatta da donne, si differenzia per la delicatezza e la femminilità con cui viene eseguita.
E’ ricca di “prese in giro” nei confronti degli uomini e contrappone la morbidezza della donna alla rigidità del bastone (simbolo dell’universo maschile).
La danzatrice dimostra tutta la sua abilità nel muovere il/i bastone/i verticalmente,orizzontalmente,trasversalmente sempre in armonia con i movimenti del corpo.
Il bastone usato dalle donne è sempre stato più fino e maneggevole di quello degli uomini e col passare del tempo, per l’influenza dei film hollywoodiani che spesso riecheggiavano atmosfere orientali, il bastone è diventato esile e dorato. Anche la“galabeya” con la fascia sui fianchi (il costume tradizionalmente usato per questa danza) viene sempre più spesso sostituito da moderni costumi da cabaret.
 
FOLKLORE MAROCCHINO :

Le danze marocchine sono intimamente unite alla musica e sono differenti a seconda delle regioni , delle città e delle campagne. Le loro rappresentazioni sono legate ai maggiori avvenimenti che regolano la vita e delineano l’identità dei marocchini. La grande varietà dei generi, degli stili e dei ritmi è il riflesso delle contaminazioni umane e culturali che hanno fatto la storia del paese: troviamo quindi un folklore ricco di influenze musicali greco-romane,ebree,arabe,africane, andaluse, sino a quelle di eredità berbera.
Abbiamo la danza del folklore berbero, gli Gnawa, i Chiouks, la danza Ahidous, Ahouach, Guedra, Laàlaoui ed il Cha’abi.
folclore marocchinoIl termine Cha’abi (la moderna canzone popolare) comprende una serie di musiche nate tra le vie ed i caffè delle grandi città. Dagli anni 70’,il Cha’abi designa anche il tipo di musica eseguita in una situazione di festa da gruppi di musicisti, maschili o femminili, che mescolano influenze arabe,africane,europee e combinano i ritmi Gnawa con gli elementi berberi o di altri stili popolari preesistenti. Inoltre l’utilizzo del linguaggio popolare e la creazione di nuovi ritmi hanno fatto di questo stile musicale un complemento importante della danza delle Sheikhat; le danzatrici professioniste del Marocco che hanno il compito di intrattenere durante i matrimoni, le circoncisioni e in altre occasioni di festa. La durata dell’esibizione e i movimenti delle danzatrici dipendono dalla loro ispirazione estemporanea e dalla risposta del pubblico. Nell’atmosfera di spontaneità che caratterizza la festa, le danzatrici improvvisano attraverso questo gioco del dare-e-ricevere con il pubblico.
In un contesto locale, una festa è l’occasione in cui cessa temporaneamente l’esclusione sociale delle donne e la repressione del corpo femminile, che è per contrasto qui esibito senza nessuna vergogna anche da donne di avanzata età o in evidente soprappeso.
Danzare durante una festa significa offrire la danza ad un amico, ad un parente, alla sua famiglia e a tutti i partecipanti: è un’offerta che ravviva l’atmosfera e che porta gioia. Uno dei termini per definire il gruppo di danzatrici (spesso anche ottime musiciste) è “aounniyat”; ovvero “ le donne che porgono la mano”, un’espressione che traduce questo senso di partecipazione ad un divertimento domestico collettivo attraverso l’offerta della danza.
L’abito delle Sheikhat è il tipico vestito da festa delle tradizionali donne di città del Marocco contemporaneo.
E anche il loro stile è di base lo stesso, ma molto più professionale e virtuosistico.
Tra i movimenti più caratteristici della loro danza ci sono quelli vorticosi dei capelli, che disegnano cerchi e onde nell’aria, e una piccola, continua ,energica,vibrazione orizzontale del bacino; il tutto sempre rigorosamente al ritmo incessante dei tradizionali “krakab”.

 
FOLKLORE TUNISINO :

Le danza tradizionale tunisina è il riflesso dei movimenti migratori che hanno attraversato il paese nel corso dei secoli. La musica, infatti, è stata fortemente influenzata dai grandi cambiamenti politici durante l’ultimo millennio così come dai contatti con numerose altre culture.
Sono state lasciate tracce, in ordine cronologico, dalla cultura Arabo/Islamica, che introdusse la musica araba dalla Penisola Arabica, dalla cultura Andalusa che introdusse dall’ Andalusia Spagnola il Muwashat ed il Nouba ed infine dalla cultura Ottomana che portò da Istanbul il Bashraf ed il Samai .Questo ha creato non solo una grande varietà di musica, ma particolari caratteristiche assolutamente uniche in questa cultura musicale. Queste caratteristiche si ritrovano nel maqamat (plurale di “maqam”: una scala musicale), negli strumenti e nei ritmi.
Di particolare importanza sono i numerosi ritmi che accompagnano le danze tra i quali ricordiamo il Jerbi, sinonimo di “vivace”in dialetto tunisino, il Mrabaa Beduoi, il Beldi ed il Fazzani Arbi.
Tra le varie danze di folclore tunisino si considera simbolo nazionale, per la Tunisia, lo Shaabi.
Di origine beduina, questa danza non si identifica con alcuna regione in particolare ma viene eseguita durante i matrimoni, le circoncisioni o semplicemente nelle riunioni di donne.
Si rappresenta sulla base di canzoni popolari accompagnate da vari strumenti ed è caratterizzata da un ritmo che accelera in un crescendo finale.
Le donne tunisine, come le donne di altre parti del Medioriente e del Nord Africa, hanno un portamento perfetto e questo contribuisce all’armonia e alla leggerezza dei loro movimenti.
In questa danza ritroviamo la centralità del ventre femminile quale simbolo sacro di fecondità; i caratteristici forti movimenti orizzontali delle anche in avanti ed indietro, accompagnati da graziosi passi leggeri, vengono accentuati dal gonfiore della “melia”(il vestito tradizionale) e dalla cintura dai grandi fiocchi svolazzanti su ogni anca, non disturbando in nessun modo l’armonioso portamento della testa. L’andatura di una donna tunisina è perfettamente descritta in una canzone popolare del paese che canta: “Tu sei come una barca, Salha, che naviga i mari, Salha”. Infatti, durante la danza, il tessuto svolazzante della melia e le fluttuanti cinture, sono come le vele e le bandiere di una barca mosse dal vento, come se fosse lei a muoversi soavemente sull’acqua. Le danzatrici mantengono le braccia aperte, lontane dal corpo, talvolta ferme, talvolta muovendole in modo complementare al movimento dei fianchi. Le braccia sono sempre rilassate ed aggraziate nonostante qualche volta ci siano forti movimenti accentuati delle anche in concomitanza con gli accenti del ritmo. Le mani , tenute in modo semplice, hanno i palmi rivolti verso l’esterno per mostrare le meravigliose decorazioni Hennè su di essi. Le danzatrici tunisine possono occupare un grande spazio come invece danzare in uno piccolissimo. Non importa quanto lontano si spostino o con quanta forza muovano le anche; il busto non viene mai influenzato da cosa stanno facendo i piedi ed i fianchi.
Alcune danzatrici professioniste aggiungono all’usuale repertorio di movimenti, grandi e velocissimi “shimmies”, altre, invece, danzano mantenendo in equilibrio una giara d’argilla sulla testa continuando a seguire il ritmo delle percussioni con le anche.
Questa specialità, chiamata “Raq al Juzur”, è originaria delle isole di Kerkennah ed è praticata anche da uomini che danzano mantenendo in equilibrio sulla testa alte torri di pesanti giare d’argilla.

 
FOLKLORE ALGERINO :

Le danze folkloristiche algerine riflettono, non solo le diverse tradizioni delle varie regioni del vasto paese, ma anche i differenti aspetti della vita quotidiana del popolo algerino.
Ogni danza ha inoltre uno specifico riferimento storico, differenziandosi dalle altre per il vestito tradizionale, la musica ma soprattutto per la propria distintiva finalità.
folklore algerinoC’è la danza Allaui, molto amata dai giovani dell’Algeria Orientale, che ricorda le lotte contro l’invasione spagnola; eseguita da uomini per celebrare la vittoria , mostra la loro capacità di resistenza ed esprime il loro attaccamento alla terra attraverso lo sbattere dei piedi al ritmo delle percussioni.
La danza Naili (o Saadaoui), di origini nomadi, nasce come pura espressione di generosità e giovialità,per diventare a cavallo della seconda guerra mondiale, una danza d’amore e di seduzione, sfruttata anche a fini turistici e commerciali. Tra i vari stili di folclore algerino vi è la danza Reguibet, della regione del Tindouf, è classificabile come danza sacra, viene eseguita dalle donne nelle feste di fidanzamento e di matrimonio per esprimere il proprio attaccamento alle tradizioni e ai riti locali.
La danza Tuareg, di origine berbera (Sud Algeria), è una vera e propria danza di combattimento che esprime l’abilità dei leggendari “uomini blu”. Armati di spada e scudo ma anche di grande astuzia, intraprendono un gioco di guerre, sfide e combattimenti . Le spade si incrociano in un susseguirsi di salti e grida di guerra fino all’intervento delle donne Tuareg che impongono una tregua ai combattenti. I Tuareg, infatti, hanno una società di tipo matriarcale: le donne girano a volto scoperto, godono di molte libertà e prendono parte alle decisioni della comunità. Sono le depositarie principali della scrittura e quindi responsabili dell’educazione dei figli. La tradizione vuole che siano state proprio loro ad introdurre l’uso tra gli uomini del “taguelmust”, il turbante impregnato di indaco che lascia scoperti solo gli occhi e che colora la pelle. Sembra infatti che venne imposto dalle donne perché indignate dallo scarso coraggio mostrato dai loro mariti durante una battaglia.
La danza Guedra è la danza trance dei Tuareg nel quale la percussione,una pentola da cucina coperta da pelle di animale(la guedra appunto), gioca il ruolo principale. La danzatrice inizia a scuotere la testa al ritmo della percussione, del battito delle mani e del cantare degli altri partecipanti fino a che l’intensità aumenta a tal punto che entra in trance e cade a terra.La danza delle Ouled Nail, tribù berbera il cui territorio si estende dalla città di Biskra a Jelfa, ha uno stile, terreno e fortemente simbolico. Le donne della tribù usano guadagnarsi la dote danzando e lavorando come cortigiane nelle città di passaggio delle carovane. Quando hanno raccolto abbastanza denaro, ritornano nella loro tribù per sposarsi. La qualità del matrimonio dipende dal tipo di dote raccolta. Dopo il matrimonio smettono di lavorare per diventare buone mogli e madri.
Adornate da tatuaggi sul viso e numerosissimi gioielli, vestono abiti decorati dalle stesse monete guadagnate. Inoltre pare che indossino anche braccialetti con chiodi e spuntoni per proteggersi dai gentiluomini “dalla mano troppo lunga”. Testimonianze di viaggiatori che le hanno incontrate ne riportano l’ evidente orgoglio ed il freddo distacco che dà loro l’aria di regine del deserto.
Vi è poi la danza Burnous nella quale il fine principale è quello di mettere in evidenza l’abito indossato (ovvero il “burnous”) che incarna la virilità e l’attaccamento alle tradizioni; la danza Chaouia (Regione di Batna) dalle graziose danzatrici che agitano tra le mani dei foulards; la danza Karkabou che prende il nome dai grandi cimbali metallici a due timpani che accompagnano la catarsi mistica dei danzatori; la danza Kabyle (regione della Kabilia) che celebra l’abbondanza del raccolto durante la coglitura degli ulivi; la danza Tlemcen delle feste e cerimonie cittadine; la gioiosa danza Zendali (Est dell’Algeria), la danza Nakh ed infine la” danza della giumenta”.

 
STILE TRIBAL:
Lo stile "tribal bellydance" nasce in America negli anni '80, come danza di gruppo; è in contrapposizione con il classico e sensuale raqs sharqi, sia per movenze che per i costumi. I movimenti che caratterizzano questa danza sono la perfetta isolazione dei movimenti, i passi semplici e ben strutturati ma sincronizzati perfettamente con le componenti del gruppo, scattini di bacino e fianchi ricordano le danze tradizionali nord africane, movimenti delle braccia e del tronco puliti e abbastanza statici ricordano i movimenti del flamenco. Questo stile ha invaso tutta l'America e piu' tardi anche l'Europa, piacevole e non competitivo ne di intrattenimento, dato che nasce non come danza coreografica quindi basata sull'unita' del gruppo. I costumi indossati riguardano varie etnie arabe e africane.
Negli ultimi anni la classica tribal bellydance si ramifica in vari stili con l'influenza di altre danze.
Lo stile classico è nato precisamente nel 1987 dalla danzatrice Carolena Nericcio di San Francisco, che fondo' la Fat Chance Bellydance ossia la prima troupe di danza tribal, con danzatrici che rifiutavano ormai la danza del ventre detta " da cabaret"; questo stile si basa sulla improvvisazione di gruppo con costumi che riprendono le vesti piu' tradizionali dei popoli dell' Afhanistan, Pakistan, ed i beberi del Marocco.. quindi con trucchi non molto pesanti ma con tatuaggi sul viso e mani, turbanti sulla testa, gonne e tessuti coloratissimi e molti accessori come bracciali e collane;non si usano paiette e strass, perché si evoca la terra, i suoi colori, i metalli, i fiori…
Lo stile "Tribal fusion" a differenza del precedente è anche danza da solista, le movenze di questa sono una unione di danza indiana, break dance e posizioni yoga: la piu' grande interprete è l' Americana Rachel Brice allieva di carolena Nericcio, ma che poi fonda uno stile tutto suo basato soprattutto sulla muscolatura.
Lo stile "Tribaret" ossia danzatrici in vesti tribali che danzano con coreografia per intrattenimento, o tribale da cabaret.
Lo stile "Urban Tribal" è in America una danza tribale molto unita alla danza del ventre, con abbigliamento moderno e di tendenza.
Lo stile "Gothic" molto teatrale danzato su musica medievale e metal con costumi che richiamano la moda da noi conosciuta come "dark".